La via francigena per tutti. L’esperienza di Pietro Scidurlo

Pietro Scidurlo - Via Francigena in Val Susa - Sacra di San Michele

Le relazioni sono fatte per essere coltivate e tramite i social network abbiamo la possibilità con conoscere i incontrare un sacco di persone speciali. Oggi vogliamo farvi conoscere Pietro Scidurlo di “Free Wheels Onlus” che ha percorso dalla diga del Mocenisio (con prima notte Oulx) a Torino un tratto della Via Francigena in Val Susa.

Chi è Pietro? Un sportivo amante della natura e degli itinerari culturali

“Non possiamo cambiare le persone, ma posso cambiare un’idea. Se cambiamo quell’idea, cambiamo le persone!”

Facendo sport insieme la sua handbike ha riscoperto la voglia di condividere le bellezze degli itinerari culturali come il Cammino di San Benedetto e l’esperienza del cammino di Santiago l’ha spinto a promuovere la “Dolce Mobilità” e invogliare tutti a intraprendere un’esperienza di cammino.

Nel 2015 firmò la prima guida del cammino francese verso Santiago de Compostela rivolta a tutti, anche a persone con disabilità.

Pietro è il fondatore di Free Wheels Onlus che ha l’obbiettivo di dimostrare che non c’è nulla che una persona non possa fare, se messa nelle giusta condizione.

Condividiamo con lui anche questa frase:

“Le barriere più grandi sono quelle della mente”

Free Wheels Onlus ha lo scopo di aiutare persone con esigenze specifiche ad affrontare le loro paure e la vita, con quella fiducia in se stessi che può portarli a vivere qualsiasi esperienza, più o meno difficoltosa, come il vivere il mondo a piedi con la serenità alla quale tutti hanno diritto.

Perché questo è quello che il Cammino ha insegnato a Pietro. Come intende farlo?
1) Organizzando seminari informativi per persone in cammino
2) Mappando percorsi e itinerari rilevando indicazioni di accessibilità
3) Fornendo gli strumenti necessari per intraprendere queste esperienze
4) Accompagnando le persone lungo questi itinerari

La Via Francigena in Val Susa. L’esperienza di Pietro

“La Via Francigena non è solo Toscana e Lazio ma anche in Piemonte c’è molto scoprire.” La bellezza che la Val di Susa offre ha affascinato Pietro ed è giusto che le persone inizino a rivalutarla.

Eccolo nel video seguente di Turismo Torino come un vero ambasciatore della via Francigena e dell’accessibilità per tutti, pedalando sull’handbike oppure spingendosi in carrozzina.

In sei giorni ha percorso il tratto Piemontese della Val Susa insieme ai suoi compagni di viaggio di Free Wheels Onlus
L’itinerariodella via Francigena lo ha portato attraverso alcune principali località attrattive della Val Susa, da sempre una delle aree privilegiate per il collegamento dell’Italia con l’oltralpe, grazie ai colli del Monginevro e del
Moncenisio.

Ecco le sue tappe:

  • la prima notte hanno pernottato Oulx per poi percorrere il tratto Moncenisio – Susa,
  • Seconda giornata: Susa –Bruzolo,
  • Terza giornata: Bruzolo – Sant’Antonino di Susa,
  • Quarta giornata: Sant’Antonino di Susa – Avigliana,
  • Quinta giornata: Avigliana – Rivoli.
  • Per arrivare alla tappa finale a Torino.

Il viaggio francigeno è stato documentato sulla pagina Facebook dell’associazione Free Wheels Onlus (qui il link all’album fotografico) attraverso Radio Francigena.

Alla domanda, “Qualche difficoltà?” Pietro mi risponde:

“Se da un lato i miei compagni di viaggio hanno potuto aiutarmi dove il percorso risulta ancora non accessibile a persone con mobilità ridotta, nelle strutture d’accoglienza questo aiuto non poteva essermi dato.
Servirebbe più conoscenza su cosa sia l’ospitalità a livello accessibile.

A volte mancavano solo rampe o bagni adeguati, ma in altre la consapevolezza e il senso di accoglienza e inclusione.

Mi sono trovato molto bene in Val Susa, tutto e migliorabile e sono felice di questa maggiore sensibilizzazione verso noi pellegrini con zaino in spalla!

Un luogo accessibile a tutti sarà sicuramente migliore.

C’è ancora strada da fare, siamo ottimisti.

Questa è una possibilità per tutti: “Quello di un mondo accessibile a tutti” e, quindi, anche a chi deve fare i conti con la disabilità”.

Pensare alle esigenze specifiche delle persone dal basso vuol dire che chiunque possa percorrere un itinerario, entrare in un ristorante o in albergo senza problemi.

Infine Pietro dice:

«Tutti siamo più o meno disabili. Io sono più disabile davanti a una scalinata, ma lo sono meno di altri davanti a un cammino di 1000 chilometri con uno zaino in spalle»