Fortificazioni

La Valle di Susa per la caratteristica di avere due valichi e importanti vie di comunicazione è stata nel corso dei secoli teatro di importanti eventi storici che hanno influito sulle espressioni artistiche e hanno plasmato anche le architetture militari.

Le fortificazioni sulle nostre Alpi ad alta quota sfruttavano le caratteristiche morfologiche dei pendii o delle creste rocciose per strutture come trinceramenti, malloppi, torrette e labirintici percorsi nelle viscere delle montagne.

Le alture residuali delle glaciazioni che caratterizzano gran parte del fondovalle valsusino furono rafforzate per impedire agli eserciti la presa dei valichi. Sin dal Medioevo la Valle è stata infrastrutturata con la costruzione di castelli o torri fortificate, con lo scopo del controllo dei valichi e dell'importante strada di Francia, o Via Francigena, e con lo scopo di difesa delle comunità del fondovalle con la presenza di ricetti.

Le fortificazioni valsusine del cosiddetto Vallo Alpino risalgono a varie epoche e molte delle più antiche vennero riedificate o rafforzate in occasione delle Guerre Mondiali: oggi sono una motivazione per percorrere molte escursioni ad alta quota, per esempio lo Chaberton o il colle del Moncenisio o per la visita di realtà culturali come il Forte di Exilles, il Castello di Susa , il Forte Bramafam o i ricetti e le caseforti della bassa valle.

Per approfondimenti

Forte di Exilles

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Web http://www.exillesilforte.it/
Indirizzo Località Forte di Exilles, 10050, Exilles (TO)
Tel +39 0122 58151
Email info@comune.exilles.to.it

Forte di Exilles

Il Forte di Exilles, a primo colpo d’occhi appare come maestoso ed imponente. Situato nel comune omonimo, era uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte. Venne impiegato a fasi alterne sia dai Savoia che dai francesi. La sua posizione al centro di una strettoia dell'alta Valle di Susa era davvero strategica, infatti lo rendeva una minaccia sia per gli eserciti che scendevano dall'alta valle che per quelli che risalivano dal fondo valle.

La pianta della roccaforte si presenta quadrangolare e con più torri, stalle e magazzini esterni, completamente diversa dalla piazzaforte solida e compatta di oggi. I primi padroni furono i conti di Albon, che la sfruttavano per proteggere militarmente la strada che, di loro proprietà, portava al Monginevro.

A fine 1400 diventa deposito di munizioni per i francesi di Carlo VIII, il quale fa allargare la porta principale per permettere il transito dei cannoni. Alla fine del XVI secolo viene assediato dalle truppe di Carlo Emanuele I di Savoia che, una volta conquistato, predispone ulteriori migliorie e lavori di rafforzamento della struttura. Dopo due anni torna in mano ai francesi fino al 1708, anno della riconquista da parte dei Savoia. Nel secolo di proprietà francese, vennero fatti ulteriori lavori di restauro e venne inoltre costruita la Rampa Reale, lunga un chilometro, che conduce all'ingresso principale.

Nel 1708, durante la Guerra di Secessione Spagnola, torna ai Savoia con Vittorio Amedeo II e con il Trattato di Utrecht viene stabilita l’appartenenza dell’intera Valle di Susa al neonato Regno di Sicilia. Con l’avvento di Napoleone Bonaparte il forte viene poi destinato alla demolizione; con il ritorno del Piemonte e della Savoia al Regno di Sardegna (ex Regno di Sicilia), sancito dal Congresso di Vienna del 1814, verrà poi riedificato riproponendo l’architettura preesistente aggiornandola solamente alle nuove esigenze militari.

Il forte diviene in seguito sede e guarnigione dell’omonimo Battaglione del 3° Reggimento Alpini, fino all'8 settembre 1943, data in cui viene abbandonato definitivamente dall'esercito. Nel 1978 si sono cominciati i lavori di restauro conservativo, grazie ai quali oggi è possibile visitare il forte in tuta la sua grandezza ed imponenza.

Nei secoli nacquero molte leggente intorno al Forte di Exilles, tra queste la più famosa è certamente quella relativa al personaggio misterioso qui rinchiuso nella seconda metà del 1600 e che potrebbe identificarsi con la Maschera di Ferro, personaggio ancora oggi ignoto.

L’architettura strabiliante, gli aneddoti e le leggende vi saranno fondamentali per la scoperta di questo magico luogo storico.

Vallo Alpino

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Vallo Alpino

Il Vallo Alpino occidentale è un ampio e variegato sistema di fortificazioni a difesa del territorio Italiano confinante con la Francia, paragonabile alla Linea Sigfrido tedesca, alla Maginot francese o alla Rupnik in Jugoslavia.
L'edificazione iniziò nel 1931, per difendere i confini italiani da un eventuale attacco francese, creando una formidabile rete di sbarramenti in tutte le vallate che potevano essere attaccate da fanteria e mezzi corazzati.
Quattro moderne batterie furono costruite sul confine occidentale, per sbarrare la Valle di Susa con i forti Chaberton a Cesana, Pramand a Salbertrand e Paradiso e La Court al Moncenisio, particolarmente esposti ad eventuali invasioni francesi.
Ogni opera presentava quindi un sistema più o meno complesso di casematte e relative bocche da fuoco, per prevenire eventuali infiltrazioni nemiche nelle valli italiane. Queste casematte erano protette da spessi muri di cemento armato, cupole in acciaio, oppure erano scavate direttamente nella roccia ("in caverna"), in modo tale da renderle meno individuabili e meno soggette al fuoco nemico, ma sempre mimetizzate nel territorio. Tutte le strutture esposte in superficie, erano per quanto possibile mascherate con zolle erbose e rocce incastonate nel calcestruzzo, oppure camuffate da baracche e ruderi.

Non furono molte le occasioni per cui la linea difensiva fu utilizzata, e nei primi giorni di guerra contro la Francia le fortificazioni non subiscono la prova di fuoco, in quanto gli scontri si svolgono quasi interamente in territorio
francese. Nei 15 giorni di durata della "battaglia delle Alpi", nel 1940 entrambi gli schieramenti tennero un atteggiamento difensivo, fu poi Mussolini a decidere di passare all'attacco, chiedendo al Maresciallo Pietro Badoglio di mettere
in atto l'offensiva lungo tutte le Alpi Occidentali.

Scoprire questo sistema di fortificazioni è sicuramente una eccellente motivazione per le passeggiate per i boschi e per le montagne della Valsusa. Oggi, però entrare ed esplorare queste fortezze richiede molta attenzione, sia per la posizione a volte difficile da raggiungere, sia perché esse sono spesso in uno stato di abbandono decennale e possono quindi essere buie, umide e talvolta pericolanti. Certo è che il fascino del passato di questi bunker e fortificazioni risalenti alla Grande Guerra arricchisce l’escursione dei turisti che si avventurano tra le montagne della Valle di Susa.

Casaforte di San Didero

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Indirizzo Via Roma 1, 10050, San Didero (TO)
Tel +39 011 9637388

Casaforte di San Didero

Situata al centro dell'antico borgo, la struttura merlata denominata Casaforte è un esempio di architettura medievale del XIV-XV secolo, appartenuta ai Signori del luogo. Il fulcro della struttura è formato da un torrione quadrato affiancato da un alto muro merlato che costeggia la strada principale di accesso al paese. Una serie di scalette interne mette in comunicazione i vari piani: generalmente il primo fungeva da cucina, il secondo da abitazione del signore ed al terzo alloggiavano i pochi soldati della guardia. Dall'imponente portone si entra in quello che fu il cortile d’onore sul quale si affaccia la lobia (ballatoio in legno), da cui si accede direttamente dalla torre. Attorno alla torre sono state integrate nel tempo strutture che ne hanno incrementato il potere abitativo tramite scale interne che collegano i vari piani.
Recentemente è stata effettuata una completa ristrutturazione finalizzata al consolidamento delle strutture e all'adeguamento dei locali agli standard ricettivi, preservando le peculiarità storiche e le caratteristiche architettoniche del fabbricato.

Forte Bramafam

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Apertura al pubblico
Giugno: tutte le domeniche
Luglio: tutti i sabati e le domeniche
Agosto: tutti i giorni
Settembre: i primi due sabati e tutte le domeniche Ottobre: le domeniche esclusa l’ultima
Visite: 10-18.30 (ultimo ingresso alle 17)

Web http://www.fortebramafam.it/index.php/en/
Indirizzo Strada al Castello, 10052, Bardonecchia (TO)
Tel +39 339 2227228
Email info@fortebramafam.it

Forte Bramafam

Al fondo della Valle di Susa, vicino a Bardonecchia, si trova una fortificazione che può essere considerata la più grande opera fortificata di fine Ottocento delle Alpi Cozie. La sua costruzione risale al periodo che va dal 1874 al 1889 e l’obiettivo fu quello di erigere un punto difensivo a favore della linea ferroviaria Torino-Modane e quindi il Traforo ferroviario del Frejus, inaugurati appunto in quegli anni. Originariamente era dotato di quattro cannoni puntati contro l’imbocco del traforo. Fu solo verso la fine del secolo che assunse l’aspetto di un vero e proprio forte, dotato di tutti i tipi di artiglieria presenti all’epoca. Durante il primo conflitto mondiale il forte fu adibito a campo di prigionia per gli austriaci. Più tardi, negli anni Trenta, l’opera venne armata di due torri e una sezione di cannoni aggiuntiva. Nonostante fosse superata dal punto di vista tecnico, nel corso dell’offensiva italiana contro la Francia del giugno 1940 fu bersaglio di sette aerei nemici che fecero cadere diverse bombe, fortunatamente provocando solamente lievi danni alle strutture esterne. Occupato in seguito da un presidio tedesco che minò accuratamente tutta l’area circostante, fu poi abbandonato nel 1945. Attualmente il forte Bramafam è un Museo, sede di numerose mostre e altrettante manifestazioni culturali, che rievocano molto spesso la storia dell’imponente opera fortificata che ha vegliato sui confini italiani nel periodo più bellicoso che questo territorio abbia mai visto.