Servizi

Accompagnamenti Naturalistici, Trekking Someggiati

Viaggiare, osservare, scoprire, condividere... a tutto questo - e non solo - facciamo riferimento per tentare di spiegare in sintesi da cosa nasce l'avventura de LA COMPAGNIA DELL'ASINELLO – LA VALSUS'ANES (per i francofoni) sezione someggiata della 3VALLI Ambiente&Sviluppo Srl.
In estate, se visitate la Valle di Susa a piedi, il trasporto dei vostri bagagli può avvenire in modo ecologico poiché sono i nostri asini ad effettuarlo (gestiti dalla guida), permettendo in questo modo al gruppo di essere alleggerito negli spostamenti, e di poter avere a disposizione i propri bagagli durante tutto il corso della giornata di camminata.

Mario e Chiara, guide ambientali ed escursionistiche vi accompagneranno lungo i sentieri del Parco Orsiera-Rocciavré, tra la bassa e media Valle di Susa, seguendo il Sentiero dei Franchi o il Giro dell'Orsiera. I veri protagonisti sono Rodolfo, Elvira e Pippo splendidi asinelli ciascuno con il loro carattere dolce e calmo per intraprendere un viaggio insolito: bisogna però ricordare che la capacità di carico di un asino non è illimitata sia per quanto riguarda il peso, sia per quanto riguarda il volume, ma la Compgnia dell’asinello sarà pronta ad assistervi.

Chiara

Mario

Guide Parchi Alpi Cozie

Contatti:
Società 3Valli Ambiente&Sviluppo Srl
via Massimo D'Azeglio, 16
10053 Bussoleno (TO)

Ente di Gestione Parchi Alpi Cozie
Via Fransuà Fontan, 1
10050 Salbertrand (TO)

Tel: +39 320.4257106

Sito web: www.parchialpicozie.it

Email: guide.parco.orsiera@ruparpiemonte.it

Orari d’apertura: tutti i giorni
Stagionalità: tutto l'anno

Servizi che si offrono: accompagnamenti per scuole, turistici, trekking someggiati, osservazioni faunistiche

Viaggiare In Val Susa Con Gli Asini

Caratteristica comune a tutte le proposte è di poter raggiungere il luogo di partenza dei trekking in treno o con mezzi pubblici;
Possibilità di arrivare il giorno precedente, o fermarsi la sera dell'ultimo giorno per la presenza di B&B o Alberghi sul luogo

PUNTI DI FORZA
La presenza di Aree Protette e un Ambiente Naturale di forte fascino;
La presenza di ambienti diversi, ricchi di una flora variegata e popolati da una moltitudine di animali;
Un basso impatto ambientale grazie al trasporto del materiale con animali e non mezzi motorizzati;
La prossimità di Torino;
La presenza di Monumenti Storici unici;
La più alta strada militare d'Europa;
La buona tavola.

I Parchi Naturali della Valle Di Susa

Una proposta di trekking attraverso i Parchi Naturali della Valle di Susa - 9 giorni, 4 notti

Un trekking attraverso 3 Aree Protette del Nord Italia, in compagnia degli asini: un modo molto naturale di viaggiare poiché combina l'escursionismo con la relazione con gli animali!

Grazie ad una frequentazione molto bassa il territorio attraversato permette di trovare la pienezza di un'escursione in montagna: silenzio e panorami.
Nonostante la distanza molto ravvicinata della città di Torino il territorio è moderatamente visitato e offre agli escursionisti la possibilità di ammirare una fauna variegata: marmotte, aquile reali, camosci, mufloni, stambecchi, cervi, galli forcelli e lupi!

Inoltre, per i buongustai e gli amanti della cultura: formaggi tipici, villaggi tipici addossati sulle pendici della montagna, una Certosa fondata nel XIII secolo, e la più grande fortezza delle Alpi. Ancora: la più famosa strada militare delle Alpi Occidentali ed è la via militare più alta d'Europa, raggiungendo i 2550 m presso la Testa dell'Assietta.

Infine, il monumento simbolo della Regione Piemonte, nonché il luogo di ispirazione dello scrittore Umberto Eco per il suo bestseller Il nome della Rosa, la Sacra di San Michele. Un'antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 in cima al Monte Pirchiriano, a 40 km da Torino. Dalla cima dei bastioni, il panorama sulla valle di Susa fino alla capitale del Piemonte è mozzafiato.

PROGRAMMA

1 giorno SANT’AMBROGIO – SACRA DI SAN MICHELE
Partenza dalla stazione dei treni di Sant’Ambrogio
Arrivo e sistemazione presso Cascina dei Canonici

Fu l’imperatore Federico I Hohenstaufen, meglio noto come “Il Barbarossa “ che nel 1162 diede ordine di costruire un Castello che 14 anni più tardi, nel 1176 venne terminato e la cui presenza determinò un prosperoso sviluppo del borgo di Sant’Ambrogio.
Dal parcheggio antistante la stazione ferroviaria raggiungeremo la parrocchiale di S. Giovanni Vincenzo (riedificata nel 1760 dall’architetto Vittone) e il vicino campanile con cella campanaria del 1200. Una breve rampa dietro la chiesa permette di arrivare alla Cappella di S. Rocco (XVII secolo) e all’imbocco della mulattiera selciata che, al primo tornante, costeggia il Castello Abbaziale, residenza degli abati della Sacra nei secoli tredicesimo e quattordicesimo e sede di tribunale retto dai medesimi.
Lungo il tragitto s’incontrano due fontanelle e il percorso si snoda costantemente nel bosco inizialmente meno folto e più rigoglioso dopo circa un terzo di cammino.
Un tempo, sia per la salita che per la discesa, venivano anche impiegate le “lese”, particolari slitte in legno guidate da robusti uomini. In origine usate per il trasferimento di legname, foraggio, castagne e altri frutti della montagna, le lese furono in seguito adattate anche al trasporto di persone, visto il crescente flusso turistico della Sacra di S. Michele.

Itinerario: Sant’Ambrogio VP/502 – Sacra di San Michele – Cascina dei Canonici
Dislivello in salita: +600
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 2 ore di cammino

2 giorno SACRA DI SAN MICHELE- VILLARFOCCHIARDO (Cascina Roland)
Ore 9,00 partenza
Ore 17,30 arrivo e sistemazione presso Cascina Roland

Fin dall’antichità la Valle di Susa è stata una delle aree privilegiate per il collegamento dell’Italia con l’oltralpe, grazie ai colli del Monginevro e del Moncenisio.
Il Medioevo ne ha sancito il ruolo di primo piano anche europeo, in quanto via di transito di mercanti, eserciti, nobili, uomini di Chiesa e pellegrini che dovevano raggiungere Roma, cuore della cristianità, o Santiago de Compostela, secolare meta religiosa.
A partire dall’Alto Medioevo è il Colle del Moncenisio a diventare uno dei punti nevralgici della scena politica europea con la prima discesa in Italia di Carlo Magno, nel 773, per la Battaglia delle Chiuse contro i Longobardi, e il matrimonio della Contessa Adelaide Manfredi con Oddone di Moriana-Savoia nel 1046, grazie al quale la dinastia sabauda entrò in Piemonte e quindi in Italia.
L’afflusso intenso di genti lungo la Via Francigena produsse una circolazione di idee e un costante scambio di saperi, lingue e religiosità che contribuirono allo sviluppo in valle di una vivacità culturale di impronta europea: sorsero monasteri di notorietà internazionale come la Sacra di San Michele accanto a luoghi di culto di estremo fascino come le Case Certosine di Monte Benedetto e Banda.

Itinerario: Cascina dei Canonici – SF/561 – SF/504 – borgata Folatone – borgata Cresto – Villarfocchiardo
Dislivello in salita: +100
Dislivello in discesa: -600
Tempo stimato: 8 ore di cammino

3 giorno VILLARFOCCHIARDO (Cascina Roland) – RIF. GEAT Valgravio
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il rif. Valgravio

Osservati da Torino e dalla sua cintura, i monti del Parco Naturale Orsiera Rocciavré infondono un’ingannevole impressione di “portata di mano”. Lo strumento giusto per apprezzarne la dimensione non è però lo sguardo ma i passi: solo il camminare svela il “raggiro”, permettendo di scoprire che i suoi valloni non sono semplici rughe sull’orizzonte ma occasioni di viaggio. Inattese e impensabili. I nostri fidati compagni di viaggio saranno gli asini: aspetteranno se qualcuno rimane indietro, parteciperanno alle chiacchiere e alle discussioni, raglieranno per salutare o se si sentiranno trascurati. Per molti potrà essere una rara occasione per avvicinare questi animali che dimostrano una stupefacente familiarità con l’uomo (soprattutto con i bambini) oltre che una intelligenza e una sensibilità insospettata.

Itinerario: Villarfocchiardo – 506 – Certosa di Montebenedetto – SF/522
Dislivello in salita: +1000
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

4 giorno RIF. GEAT Valgravio – RIF. SELLERIES per il Colle di Malanotte (2587 m s.l.m.)
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il rif. Selleries

Monti dell’Orsiera Rocciavrè: non tragga in inganno la vicinanza alla città. Montagne per amatori, che al di là degli ameni tappeti erbosi e ombrosi boschi con cui si offrono agli estimatori del pic nic domenicale, nascondono un ambiente affatto banale, da misurarsi con il metro della curiosità e conoscere con lo strumento dei passi.
Dal fresco versante della Valsusa al solatio versante della Val Chisone. Esordio nel cono d’ombra della Cristalliera, che si abbandona camminando a mezz’aria sul panoramico traverso che dal colle di Malanotte raggiunge il colle del Sabbione valico top del viaggio e occasione di sosta e di riflessione. Come un ago magnetico, lo sguardo va subito a settentrione, calamitato dalla piramide del Rocciamelone. Poi piega oltre l’apertura del Moncenisio, per proseguire il gemellaggio visivo con i parchi d’oltralpe: è ora il turno della Vanoise, che si presenta al meglio con il gran lenzuolo del Dôme de Chasseforêt, promessa di meraviglie glaciali.

Itinerario: rif. Geat Valgravio – 512 – 506 – 508 – 338 – 337
Dislivello in salita: +1200
Dislivello in discesa: -550
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

5 giorno RIF. SELLERIES – posto Tappa gta Pzit Rei
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso l’Agriturismo Pian dell’Alpe

Tappa per assaporare il “formaggio delle viole” lungo il sentiero ad esso dedicato: il sentiero del plaisentif. Una lunga traversata a mezza quota – dalla val Troncea al rifugio Selleries – collega borgate e alpeggi caratteristici dell’alta Val Chisone, recuperando i sentieri e le mulattiere che venivano percorsi giornalmente dai montanari. Un’esperienza unica, a contatto con il “vero” mondo della montagna, tra case tradizionali, fontane, forni e meridiane, tra passato e presente. Un sentiero facile e senza grandi dislivelli, adatto alle famiglie e agli escursionisti poco allenati.
La Storia ci tramanda che nel settembre 1574 il re di Francia Enrico III di Valois, richiamato in patria per successione al trono, viene accolto trionfalmente nel Ducato di Savoia. Riconoscente, decide di dare piena attuazione al trattato di Cateau Cambresis, che sanciva la restituzione ai Savoia delle piazze di Perosa, Pinerolo, Savigliano, occupate dalle truppe francesi nei decenni passati.
Il borgo di Perosa, nuovo confine tra Delfinato francese e terre dei Savoia, apprende la notizia ma teme una chiusura dei rapporti economici e sociali con l’alta valle. La popolazione di Perosa chiede al Castellano garanzie sull’apertura dei commerci e dona alcune tome del formaggio più delizioso prodotto negli alpeggi delle alte valli: il Plaisentif, il formaggio delle viole, “più prezioso del capretto e del montone…”.

Itinerario: rif. Selleries – SP/301
Dislivello in salita: –
Dislivello in discesa: -600
Tempo stimato: 4-5 ore di cammino

6 giorno posto Tappa gta Pzit Rei – Rifugio Alpino Casa Assietta
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il Rifugio Alpino Casa Assietta

La borgata di Cerogne era costituita principalmente da baite in cui gli abitanti di Pourrieres stazionavano portando al pascolo le bestie. Una leggenda racconta che i sassi circostanti furono fatti rotolare sull’esercito francese dai piemontese-austriaci durante l’episodio della Battaglia dell’Assietta, il 19 luglio 1747. Nel Vallone dei Morti, durante le giornate di nebbia, pare si sentono ancora le voci dei morti lasciati sul terreno quel giorno.
Risalendo il vallone si incontra La bergeria dell’Assietta, da sempre un gioiello di proprietà del Comune di Usseaux, è il pascolo più elevato di tutta al Val Chisone, inserito all’interno del Parco Regionale del Gran Bosco di Salbertrand.
La salita all’alpeggio avviene tardi rispetto ad altri pascoli: i capi giungono, infatti, soltanto a fine giugno e vi rimangono fino a metà settembre.
L’alpicoltura è una forma di nomadismo, una sorta di transumanza verticale alla ricerca di erba per il pascolo. Il limite delle abitazioni permanenti si trova a circa 1500 m di quota: al di sopra di esso i pastori si spingono solo temporaneamente durante la stagione estiva, nelle “bergerie”, costruzioni rustiche che svolgono funzione di abitazione, locale per la caseificazione e per il ricovero degli animali.

Itinerario: posto tappa Pzit Rei – SP/301- 331 – 302
Dislivello in salita: +1000
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 5-6 ore di cammino

7 giorno Rifugio Alpino Casa Assietta – Pian del Frais (Albergo Belvedere)
Ore 9,00 partenza
Ore 16,00 arrivo e sistemazione presso Albergo Belvedere

L’altopiano dell’Assietta è capace, più di ogni altro luogo, a evocare suggestioni buzzatiane perché percorrendolo nel silenzio interrotto solo dal rumore del vento, lo spazio aspro ci orta a immaginare quelle che furono le postazioni delle truppe piemontesi in attesa che le unità nemiche francesi avanzassero lungo la strada del Monginevro.
I francesi, con una forza armata numericamente superiore, guidati dal comandante Bellisle, sferrarono l’attacco nel pomeriggio, ma furono presto decimati dai tiri dei soldati Piemontesi.
Oggi però l’Assietta può contribuire a definire qualcosa di più del luogo storico che accolse la battaglia del 1747. Al turista, allo studioso, al viaggiatore si presenta, infatti, un autentico e interessantissimo museo a cielo aperto: quei sentieri e quei percorsi militari abbandonati dall’esercito rappresentano tuttora la meta di escursioni che consentono di ammirare, oltre alle tracce lasciate dall’uomo, la straordinaria bellezza e ricchezza geologica delle nostre Alpi. La strada militare dell’Assietta fra l’altro, detiene il primato europeo per la sua altezza dal livello del mare.

Itinerario: Rifugio Alpino Casa Assietta – Gran Serin – Alpe Arguel – Pian del Frais
Dislivello in salita: –
Dislivello in discesa: -1100
Tempo stimato: 5-6 ore di cammino

8 giorno Pian del Frais (Albergo Belvedere) – Mattie (Agriturismo Il Mulino di Mattie)
Ore 9.00 partenza
Ore 16,30 ritorno

Una tappa affascinante tra gole profonde scavate da corsi d’acqua di indicibile capacità erosiva: in effetti ci troviamo nel territorio di Gravere! Il Comune è formato da molte frazioni, ma nessuna porta il nome di Gravere, che deriva da gravier, cioè ghiaia in francese, con chiaro riferimento alle inondazioni del torrente Gelassa, che lasciavano sul terreno enormi quantità di ghiaia.
Ed è proprio il torrente a caratterizzare da sempre la storia del paese. In passato gli stessi abitanti erano conosciuti come gelassani.
Il nome in patois è Graviere, mentre in lingua d’oc i graveresi si chiamavano Jéraso o Piera Plata (pietra piatta), che sono i residui delle pietre trasportate a valle dal rio. L’altopiano dove sorge Mattie è con ogni probabilità abitato da tempi immemorabili, come sembrano dimostrare i rinvenimenti, effettuati nel XIX, di manufatti di pietra scheggiata. Tra questi oggetti scoperti in prossimità della borgata Grandi Tanze, si ricordano soprattutto un’ascia e un martello a mandorla con foro risalenti al neolitico; altre testimonianze sono le incisioni rupestri coppelliformi della “Pira Crëvoulà” o il menhir in prossimità della “Pera dou Rei” (Pietra del Re). Inoltre, sepolti da antiche alluvioni del Rio Scaglione, si trovano stratificati i resti della romana “Villa Menosii” e dell’abitato tardo medioevale.

Itinerario: Pian del Frais – SF/829 – Deveys – Bastia – Armona – Arnodera – Meana – SF/527 – Mattie
Dislivello in salita: -800m
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 4-5 ore di cammino

A chi è rivolto il trekking

Questa formula d'accompagnamento è rivolta agli escursionisti esperti in cerca di curiosità e appassionati alla conoscenza dei luoghi, alle famiglie alla ricerca di una vacanza rilassante e istruttiva, a tutte le persone alla ricerca di bei momenti da condividere con una guida locale.

La Via Francigena Della Media Valle Di Susa

dalla Sacra di San Michele alla Certosa di Monte Benedetto per giungere al Convento di San Francesco di Susa

La proposta di trekking sulla Via Francigena della Media Valle di Susa - 5 giorni, 4 notti

Il percorso si snoda su una delle due storiche varianti della Via Francigena che, a partire dal Moncenisio e dal Monginevro portano il pellegrino verso il fondovalle, sino alle porte di Torino e viceversa: ai molti pellegrini ed escursionisti che attraversano la Via Francigena in Valle di Susa è offerta l'opportunità di riassaporare l'anima di questa terra e di ricostruire, attraverso un turismo dolce che rinfranchi lo spirito, la mente e il corpo, un mosaico culturale unico. I nostri fidati compagni di viaggio saranno gli asini: aspetteranno se qualcuno rimane indietro, parteciperanno alle chiacchiere e alle discussioni, raglieranno per salutare o se si sentiranno trascurati. Per molti potrà essere una rara occasione per avvicinare questi animali che dimostrano una stupefacente familiarità con l’uomo (soprattutto con i bambini) oltre che una intelligenza e una sensibilità insospettata.

Una via maestra percorsa in passato da migliaia di fedeli che dall’Europa si recavano in pellegrinaggio a Roma, cuore della cristianità.
Oggi, gli itinerari francigeni in Piemonte sono suggestivi cammini di fede ma anche percorsi adatti a tutti.
Pellegrini e uomini di Chiesa, eserciti e mercanti, hanno varcato il Monginevro o il Moncenisio fin dall’antichità. Un'opportunità speciale per integrare la conoscenza del territorio legata alle specialità gastronomiche della tradizione.
Il tratto valsusino della Via Francigena ha tra l'altro da poco ricevuto la certificazione ufficiale da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

PROGRAMMA

1 giorno SANT’AMBROGIO – SACRA DI SAN MICHELE (Cascina dei Canonici)
Partenza dalla stazione dei treni di Sant’Ambrogio
Arrivo e sistemazione presso Cascina dei Canonici

Fu l’imperatore Federico I Hohenstaufen, meglio noto come “Il Barbarossa “ che nel 1162 diede ordine di costruire un Castello che 14 anni più tardi, nel 1176 venne terminato e la cui presenza determinò un prosperoso sviluppo del borgo di Sant’Ambrogio.
Dal parcheggio antistante la stazione ferroviaria raggiungeremo la parrocchiale di S. Giovanni Vincenzo (riedificata nel 1760 dall’architetto Vittone) e il vicino campanile con cella campanaria del 1200. Una breve rampa dietro la chiesa permette di arrivare alla Cappella di S. Rocco (XVII secolo) e all’imbocco della mulattiera selciata che, al primo tornante, costeggia il Castello Abbaziale, residenza degli abati della Sacra nei secoli tredicesimo e quattordicesimo e sede di tribunale retto dai medesimi.
Lungo il tragitto s’incontrano due fontanelle e il percorso si snoda costantemente nel bosco inizialmente meno folto e più rigoglioso dopo circa un terzo di cammino.
Un tempo, sia per la salita che per la discesa, venivano anche impiegate le “lese”, particolari slitte in legno guidate da robusti uomini. In origine usate per il trasferimento di legname, foraggio, castagne e altri frutti della montagna, le lese furono in seguito adattate anche al trasporto di persone, visto il crescente flusso turistico della Sacra di S. Michele.

Itinerario: Sant’Ambrogio VP/502 – Sacra di San Michele – Cascina dei Canonici
Dislivello in salita: +600
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 2 ore di cammino

2 giorno SACRA DI SAN MICHELE- VILLARFOCCHIARDO (Cascina Roland)
Ore 9,00 partenza
Ore 17,30 arrivo e sistemazione presso Cascina Roland

Il secondo giorno di cammino prenderà le mosse dal Sentiero dei Franchi che percorreremo per arrivare a Vaie: si narra che il sentiero fu percorso la prima volta nel 773 dalle armate di Carlo Magno, per sorprendere alle spalle le truppe del re longobardo Desiderio, padre di Adelchi.
Lasciato alle nostre spalle l’abitato di Sant’Antonino la strada si inoltra nella rigogliosa vegetazione dei Mareschi: inprimavera compaiono le prime effimere fioriture destinate a estinguersi appena compaiono le foglie sugli alberi: viole odorose, anemoni di bosco e, lungo i fossi la vistosa calta palustre. Sconfinando in territorio di Villar Focchiardo si incontra la cascina di Comboira. In passato in questa zona si trovava una Grangia Certosina, fattoria dipendente dalla Certosa di Monte Benedetto fin dal XIII secolo. Arrivati presso l’abitato di Villarfocchiardo lo si attraversa per giugere alla nostra meta: Cascina Roland.

Itinerario: Cascina dei Canonici – SF/561 – SF/504 – borgata Folatone – borgata Cresto – Villarfocchiardo
Dislivello in salita: +100
Dislivello in discesa: -600
Tempo stimato: 8 ore di cammino

3 giorno VILLARFOCCHIARDO (Cascina Roland) – RIF. GEAT Valgravio
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il rif. Valgravio

Osservati da Torino e dalla sua cintura, i monti del Parco Naturale Orsiera Rocciavré infondono un’ingannevole impressione di “portata di mano”. Lo strumento giusto per apprezzarne la dimensione non è però lo sguardo ma i passi: solo il camminare svela il “raggiro”, permettendo di scoprire che i suoi valloni non sono semplici rughe sull’orizzonte ma occasioni di viaggio. Inattese e impensabili.

Itinerario: Villarfocchiardo – 506 – Certosa di Montebenedetto – SF/522
Dislivello in salita: +1000
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

4 giorno: RIF. GEAT Valgravio – RIF. Amprimo – MATTIE (Mulino di Mattie)
Tappa semplice. Si attraversano foreste di faggi e di abeti bianchi, ci si potrà specchiare in laghetti di montagna prima di affrontare la discesa che ci condurrà alla meta della giornata, non prima però di aver cambiato ancora ambiente e attraversare i famosi castagneti della Valle di Susa produttori dei gustosi Marroni.

Itinerario: SF/512 – SF/513 – 510
Dislivello in salita: +100
Dislivello in discesa: -600
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

5 giorno: MATTIE (Mulino di Mattie) – SUSA (Convento di S. Francesco)
Tappa ancora tra boschi di castagni e antichi borghi, per scendere verso la città di Susa dove chi vorrà potrà alloggiare la sera presso l’ex convento francescano di Susa. La tradizione, non suffragata dai documenti, attribuisce la fondazione allo stesso Francesco che, transitato per Susa nel 1214, avrebbe donato una manica della propria tonaca a Beatrice di Savoia in cambio di un terreno dove edificare il convento per i propri frati. La reliquia della manica di San Francesco è ancora conservata presso la chiesa dei Frati Minori Cappuccini di Annecy.
Il pomeriggio sarà dedicato alla visita del Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa adiacente all’antica chiesa della Madonna del Ponte, e sede centrale del Sistema Museale Diocesano.
Il Museo Diocesano di Arte Sacra ospita gli oggetti d’arte più preziosi e significativi appartenenti al Tesoro della Cattedrale di San Giusto e al Tesoro della Chiesa della Madonna del Ponte, affiancati dalle oreficerie, dalla statuaria lignea, dai paramenti e dai dipinti provenienti da varie zone della Valle di Susa.
Tra gli oggetti esposti sono particolarmente degni di nota un cofanetto reliquiario di epoca longobarda (VII sec.); i picchiotti bronzei del portale dell’abbazia di San Giusto (1130 c.a); la croce processionale di Johannes Bos, detta di Carlo Magno (1360/70 c.a); il Trittico della Madonna del Rocciamelone (1358); la statua lignea della Madonna del Ponte (metà XII sec.), la Madonna col Bambino proveniente da Villar Focchiardo (inizio XIII sec.); la tavola raffigurante l’Immacolata (1510-20).

Itinerario: SF/GtA/527 – GtA/515
Dislivello in salita: +50
Dislivello in discesa: -250
Tempo stimato: 3 ore di cammino

Date: da definire
Luogo e ora di ritrovo della partenza: alle ore 13.00 ritrovo presso il parcheggio di fronte la stazione ferroviaria di Sant’Ambrogio di Susa

Come raggiungere il luogo di ritrovo
Automobile: Autostrada A32 Torino-Bardonecchia; uscita Avigliana Est, alla rotonda, svoltare a destra verso Susa; arrivati a Sant’Ambrogio nel piazzale antistante la stazione, presso la banca, si trova un comodo parcheggio.
Treno: Linea Torino-Modane, Stazione di Sant’Ambrogio (Sito Trenitalia);
Pullman: Autolinee SAPAV, Linea Torino – Susa – Claviere (Sito Sapav);

Partire da Susa
Treno: stazione di Susa sulla Linea Torino Porta Nuova / Bardonecchia – Modane; per tariffe e orari: www.trenitalia.it
Pullman: Autolinee SADEM, Linea Torino – Susa – Claviere; per tariffe e orari: www. sadem.it

QUOTA: da definire
La quota comprende:
– l’accompagnamento da parte di una guida, o 2 guide
– il trasporto da parte degli asini di parte del bagaglio
La quota non comprende
– il raggiungimento del luogo d’inizio del trekking
– la pensione completa nei rifugi e tutti gli extra

A chi è rivolto il trekking

Questa formula d'accompagnamento è rivolta a tutti gli escursionisti che non si ritengono degli esperti dell'outdoor ma anche agli escursionisti esperti in cerca di curiosità e appassionati alla conoscenza dei luoghi, alle famiglie alla ricerca di una vacanza rilassante e istruttiva, a tutte le persone alla ricerca di bei momenti da condividere con una guida locale.

Il Giro dell'Orsiera con gli Asini

Una bellissima esperienza di viaggio in un territorio selvaggio a pochi chilometri da Torino – 6 giorni, 5 notti

Osservati da Torino e dalla sua cintura, i monti del Parco Naturale Orsiera Rocciavré infondono un’ingannevole impressione di “portata di mano”. Lo strumento giusto per apprezzarne la dimensione non è però lo sguardo ma i passi: solo il camminare svela il “raggiro”, permettendo di scoprire che i suoi valloni non sono semplici rughe sull’orizzonte ma occasioni di viaggio. Inattese e impensabili.

Il percorso proposto si svolge principalmente all'interno dei confini del Parco Naturale Regionale Orsiera-Rocciavré ricalcando per buona parte i sentieri che sono stati recentemente segnalati come GO – Giro dell'Orsiera. Non tutti questi sentieri sono però percorribili dagli asini, dunque si è dovuto optare a volte per altre vie.
Come punti d’appoggio saranno utilizzati i rifugi, ma non solo: infatti si prevedono pernottamenti in strutture più semplici, non gestite, ma di indiscusso fascino come i bivacchi in quota. Questo vuol dire che i partecipanti in queste occasioni dovranno anche cucinarsi la cena e prepararsi la colazione. Da un punto di vista logistico questo impegna maggiormente l’organizzazione che dovrà prevedere di portarsi tutto il necessario per i pernottamenti presso i bivacchi, ma crediamo che accresca maggiormente l’avventura del viaggio.

PROGRAMMA

1 giorno SANT’ANTONINO DI SUSA- VILLARFOCCHIARDO (Cascina Roland)
Partenza dalla stazione dei treni di Sant’Antonino di Susa
Arrivo e sistemazione presso Cascina Roland

Il nostro cammino prenderà le mosse dalla stazione dei treni di Sant’Antonino di Susa: lasciato alle nostre spalle l’abitato la strada si inoltra nella rigogliosa vegetazione dei Mareschi: inprimavera compaiono le prime effimere fioriture destinate a estinguersi appena compaiono le foglie sugli alberi: viole odorose, anemoni di bosco e, lungo i fossi la vistosa calta palustre. Sconfinando in territorio di Villar Focchiardo si incontra la cascina di Comboira. In passato in questa zona si trovava una Grangia Certosina, fattoria dipendente dalla Certosa di Monte Benedetto fin dal XIII secolo. Arrivati presso l’abitato di Villarfocchiardo lo si attraversa per giugere alla nostra meta: Cascina Roland. Fin dall’antichità la Valle di Susa è stata una delle aree privilegiate per il collegamento dell’Italia con l’oltralpe, grazie ai colli del Monginevro e del Moncenisio: il luogo che ci accoglierà è un edificio storico medioevale che ci farà entrare immediatamente in un’atmosfera di viaggio!

Tappa semplice, per permettere a tutti di raggiungere il luogo di ritrovo, far conoscenza con gli asini, sgranchirsi le gambein previsione delle tappe successive.

Itinerario: Stazione FFSS di Sant’Antonino di Susa – Villarfocchiardo
Dislivello in salita:
Dislivello in discesa:
Tempo stimato: 2 ore di cammino

2 giorno VILLARFOCCHIARDO (Cascina Roland) – rif. Amprimo
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il rif. Amprimo

Osservati da Torino e dalla sua cintura, i monti del Parco Naturale Orsiera Rocciavré infondono un’ingannevole impressione di “portata di mano”. Lo strumento giusto per apprezzarne la dimensione non è però lo sguardo ma i passi: solo il camminare svela il “raggiro”, permettendo di scoprire che i suoi valloni non sono semplici rughe sull’orizzonte ma occasioni di viaggio. Inattese e impensabili. I nostri fidati compagni di viaggio saranno gli asini: aspetteranno se qualcuno rimane indietro, parteciperanno alle chiacchiere e alle discussioni, raglieranno per salutare o se si sentiranno trascurati. Per molti potrà essere una rara occasione per avvicinare questi animali che dimostrano una stupefacente familiarità con l’uomo oltre che una intelligenza e una sensibilità insospettata.

Mano a mano acquisteremo quota e inizieremo a spaziare lo sguardo su un orizzonte sempre più vasto: la prima cima che avremo di fronte sarà il Rocciamelone, sovrano della Valle.

Itinerario: Villarfocchiardo – 512 – Certosa di Banda – 513 – rif. Amprimo
Dislivello in salita: +1000
Dislivello in discesa: –
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

3 giorno rif. Amprimo – bivacco Bergerie dell’Orsiera
ore 9,00 partenza
ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il bivacco

Monti dell’Orsiera Rocciavrè: non tragga in inganno la vicinanza alla città. Montagne per amatori, che al di là degli ameni tappeti erbosi e ombrosi boschi con cui si offrono agli estimatori del pic nic domenicale, nascondono un ambiente affatto banale, da misurarsi con il metro della curiosità e conoscere con lo strumento dei passi.
E infatti lasciati i prati intorno al rif. Amprimo che si colmano di turisti la domenica riprendiamo il sentiero verso ovest, verso un vallone tra i più selvaggi del Parco Orsiera-Rocciavrè.

Itinerario: rif. Amprimo – SF521 – GtA525 – bivacco Orsiera
Dislivello in salita: +650
Dislivello in discesa: -50
Tempo stimato: 5-6 ore di cammino

4 giorno bivacco Bergerie dell’Orsiera – rif. Selleries
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso rif. Selleries

Dal fresco versante della Valsusa al solatio versante della Val Chisone.
Al colle dell’Orsiera, volgendo lo sguardo a settentrione ancorala piramide del Rocciamelone. Poi piegando a sinistra la visuale oltre l’apertura del Moncenisio, la Vanoise, che si presenta al meglio con il gran lenzuolo del Dôme de Chasseforêt, promessa di meraviglie glaciali.
Scesi ora nella Val Chisone si potrà assaporare, forse, se ne è rimasto dal settembre precedente il “formaggio delle viole”. Ad esso è dedicato il lungo il sentiero a mezza quota – dalla val Troncea al rifugio Selleries – che collega borgate e alpeggi caratteristici dell’alta Val Chisone, recuperando i sentieri e le mulattiere che venivano percorsi giornalmente dai montanari. Un’esperienza unica, a contatto con il “vero” mondo della montagna, tra case tradizionali, fontane, forni e meridiane, tra passato e presente. Un sentiero facile e senza grandi dislivelli, adatto alle famiglie e agli escursionisti poco allenati.
La Storia ci tramanda che nel settembre 1574 il re di Francia Enrico III di Valois, richiamato in patria per successione al trono, viene accolto trionfalmente nel Ducato di Savoia. Riconoscente, decide di dare piena attuazione al trattato di Cateau Cambresis, che sanciva la restituzione ai Savoia delle piazze di Perosa, Pinerolo, Savigliano, occupate dalle truppe francesi nei decenni passati.
Il borgo di Perosa, nuovo confine tra Delfinato francese e terre dei Savoia, apprende la notizia ma teme una chiusura dei rapporti economici e sociali con l’alta valle. La popolazione di Perosa chiede al Castellano garanzie sull’apertura dei commerci e dona alcune tome del formaggio più delizioso prodotto negli alpeggi delle alte valli: il Plaisentif, il formaggio delle viole, “più prezioso del capretto e del montone…”.

Itinerario: bivacco Orsiera – GtA/514 – Gta/335 – 301 – rif. Selleries
Dislivello in salita: 650
Dislivello in discesa: -600
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

5 giorno rif. Selleries – rif. GEAT Valgravio
Ore 9,00 partenza
Ore 16,30 arrivo e sistemazione presso il Rifugio Valgravio

Esordio nel cono d’ombra della Cristalliera, che si abbandona camminando a mezz’aria sul panoramico traverso che dal colle di Malanotte raggiunge il colle del Sabbione valico top del viaggio e occasione di sosta e di riflessione.
La discesa ci riporterà in Valle di Susa, attraverso un paesaggio lunare dato dal deserto in quota di Cassafrera e ricco di leggende.
Si avrà modo di rinfrescarsi sulle sponde di un bel lago di montagna, e di apprezzare l’acqua che sgorga dalle sorgenti qui presenti.
Infine abbandonando le praterie di alta quota, immersi nella foresta di abeti bianchi, troveremo il nostro rifugio per la notte.

Itinerario: rif. Selleries – 337 – 338 – 508 – 506
Dislivello in salita: +600
Dislivello in discesa: 1300
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

6 giorno rif. GEAT Valgravio – SANT’ANTONINO DI SUSA
Ore 9,00 partenza

L’ultimo giorno di trekking ci riserva ancora un gioiello da scoprire. Nascosta tra le cime del Parco Orsiera-Rocciavrè, immersa in un deserto di alberi, la Certosa di Monte Benedetto è un edificio dalla storia Millenaria. Qui il Parco Orsiera-Rocciavrè organizza durante l’estate concerti di musica classica e mostre di pittura. E’ presente un’azienda agricola produttrice di formaggi e gelato con il latte di alpeggio. Le antiche mura degli edifici ci raccontano della presenza su queste montagne dei padri Certosini intenti a miniare codici e pregare in un isolamento pressochè da Eremiti. La Storia qui si ferma al Medioevo, ma noi dobbiamo ripartire per scendere verso la fine del nostro periplo dell’Orsiera.

Itinerario: Rif.GEAT Valgravio – 506 – Villarfocchiardo- Sant’Antonino di Susa
Dislivello in salita:
Dislivello in discesa: -100
Tempo stimato: 5-6 ore di cammino

Date: da definire

Luogo e ora di ritrovo della partenza: alle ore 13.00 ritrovo presso il parcheggio della stazione ferroviaria di Sant’Antonino di Susa

Come raggiungere il luogo di ritrovo

Arrivare a Sant’Antonino
Automobile: Autostrada A32 Torino-Bardonecchia; uscita Avigliana Est, alla rotonda, svoltare a destra verso Susa; arrivati a Sant’Antonino al primo semaforo svoltare a destra, in fondo si trova la stazione dei treni.
Treno: stazione di Sant’Antonino di Susa sulla Linea Torino Porta Nuova / Bardonecchia – Modane; per tariffe e orari: www.trenitalia.it
Pullman: Autolinee SADEM, Linea Torino – Susa – Claviere; per tariffe e orari: www. sadem.it
Aereo: Aeroporto Internazionale di Torino, servizio di linea SADEM di collegamento tra Centro città e Aeroporto

Partire da Sant’Antonino di Susa
Treno: stazione di Sant’Antonino di Susa sulla Linea Torino Porta Nuova / Bardonecchia – Modane; per tariffe e orari: www.trenitalia.it
Pullman: Autolinee SADEM, Linea Torino – Susa – Claviere; per tariffe e orari: www. sadem.it

QUOTA: da definire
La quota comprende:
– l’accompagnamento da parte di una guida,
– il trasporto da parte degli asini di parte del bagaglio
La quota non comprende
– il raggiungimento del luogo d’inizio del trekking
– la pensione completa nei rifugi e tutti gli extra

A chi è rivolto il trekking

Questa formula d'accompagnamento è rivolta agli escursionisti esperti in cerca di curiosità e appassionati alla conoscenza dei luoghi, alle famiglie alla ricerca di una vacanza rilassante e istruttiva, a tutte le persone alla ricerca di bei momenti da condividere con una guida locale.

La Via Francigena Della Media Valle Di Susa

Salita alla Sacra di San Michele in giornata

Monumento simbolo della Regione Piemonte e luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il suo racconto più noto: Il nome della Rosa. La Sacra di San Michele, abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a soli 40 km da Torino, permette a chi vi giunge di ammirare il capoluogo piemontese e un panorama mozzafiato della Val di Susa.

Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, traghettatore di Anime, difensore del popolo cristiano, la Sacra di San Michele s’inserisce all’interno di una via di pellegrinaggio lunga oltre 2000km che collega idealmente secondo una linea retta le Mont Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant’Angelo, in Puglia.
La Storia, il valore spirituale e la Natura che la circonda rendono la Sacra una meta di richiamo per visitatori da tutta Europa:pellegrini, ma anche sportivi e amanti della cultura.

Una proposta da viversi in giornata, accompagnati dagli asini giungeremo alla Sacra di San Michele tramite un'antica mulattiera. Il ritorno si snoderà su un tracciato diverso per ammirare amene borgate sul Sentiero dei Franchi.

PROGRAMMA

VAIE – SACRA DI SAN MICHELE e ritorno
Partenza dalla piazza della Chiesa di Vaie

Dalla Piazza della Chiesa di Vaie, ci si dirigerà tramite la pista ciclabile di fondovalle verso il paese di Chiusa San Michele. Il luogo è famoso nella storia d’Italia e viene ricordato come “Clusae Longobardorum”.
Lo stemma del Comune rappresenta infatti le mura che i longobardi costruirono a difesa del confine del loro regno. Queste fortificazioni che sbarravano tutta la valle nel suo punto più stretto, videro la sconfitta, nel 773, del re longobardo Desiderio per opera di Carlo Magno. Alcuni frammenti di queste sono tutt’ora visibili, partendo dall’abitato. Dal centro del paese parte l’antica mulattiera che ci porterà alla Sacra.
Per l’itinerario di ritorno il cammino prenderà le mosse dal Sentiero dei Franchi che percorreremo per arrivare a Vaie: si narra che il sentiero fu percorso la prima volta nel 773 dalle armate di Carlo Magno, per sorprendere alle spalle le truppe del re longobardo Desiderio, padre di Adelchi.

Itinerario: Vaie – Chiusa San Michele – 503 – Sacra di San Michele – 561/SF – 504- Vaie
Dislivello in salita: +600
Dislivello in discesa: -600
Tempo stimato: 6-7 ore di cammino

Date: dadefinire

Luogo e ora di ritrovo della partenza: alle ore 9 presso la Piazza della Chiesa di Vaie

Come raggiungere il luogo di ritrovo
Automobile: Autostrada A32 Torino-Bardonecchia; uscita Avigliana Est, alla rotonda, svoltare a destra verso Susa; arrivati in prossimità di Vaie si segue per il centro del paese dove in prossimità della Chiesa si trova un comodo parcheggio.
Pullman: Autolinee SAPAV, Linea Torino – Susa – Claviere; (Sito Sapav)

QUOTA: da definire
La quota comprende:
– l’accompagnamento da parte di una guida
– il trasporto da parte degli asini di parte del bagaglio
La quota non comprende
– il raggiungimento del luogo d’inizio del trekking
– la visita alla Sacra di San Michele

A chi è rivolto il trekking

Questa formula d'accompagnamento è rivolta a tutti gli escursionisti che non si ritengono degli esperti dell'outdoor ma anche agli escursionisti esperti in cerca di curiosità e appassionati alla conoscenza dei luoghi, alle famiglie alla ricerca di una vacanza rilassante e istruttiva, a tutte le persone alla ricerca di bei momenti da condividere con una guida locale.