Eleonora Girodo

eleonora girodo

Eleonora Girodo, animatrice culturale

Mi chiamo Eleonora, da molti anni mi occupo di valorizzazione e promozione della mia Valle di Susa, e la Via Francigena è stato il primo progetto cui mi sono dedicata sotto vari aspetti dalla ricerca storica e divulgazione, dalla sensibilizzazione del territorio all' animazione degli operatori culturali e ricettività. Da questo momento voglio invece accompagnarvi alla scoperta dei luoghi e dei paesaggi della Via Francigena valsusina: un viaggio tra passato e presente con immagini e suggerimenti per vivere uno o più giorni da pellegrini contemporanei. Buon cammino!

Via Francigena: un viaggio inaspettato

Che arriviate dal colle del Monginevro o dal colle del Moncenisio la prima tappa da non perdere è la città di Susa. Dà il nome alla nostra Valle ed è il cuore della storia dell’arco alpino occidentale. Nel 333 d.C. il pellegrino burdigalense nel suo diario di viaggio, testimonianza scritta del primo pellegrinaggio della cristianità, Itinerarium Burdigalense, arriva a monte della città di Secussione e ammirando il paesaggio sottostante scrive “Da qui inizia l’Italia”. 

E forse è proprio così, oggi passeggiando per le aree archeologiche diffuse nella città respirerete ancora della gloria dell’avamposto romano tra le Alpi, sancita dall’arco di Augusto, uno dei meglio conservati in Italia, simbolo dell’alleanza tra le tribù celtiche e Roma. Se volete saperne di più dovete fare tappa al vicino Museo civico della Contessa Adelaide, da poco riaperto con un nuovo allestimento: una visita che permetterà anche di conoscere la storia della Valle di Susa, a partire dai ritrovamenti archeologici preistorici, romani e alto medioevali scoperti proprio in quei luoghi che erano tappe lungo la via per le Gallie, diventata in epoca medievale Via Francigena. Tra i luoghi da non perdere a Susa sicuramente sono la cattedrale di San Giusto, imponente edificio dalla torre campanaria di 27 metri che con la Porta Savoia vi condurrà là cuore medioevale di Susa. Primi di essere sede vescovile, nel XI sec. fu abbazia La fondata dal marchese di Torino per il controllo del territorio e della strada veso i valichi, gestiva un hospitales per poveri e viandanti lungo la strada di Francia. La cattedrale esternamente ha decorazioni ad archetti pensili in cotto e lunette affrescate e all’interno conserva un maestoso coro ligneo intagliato del XIV sec., e alcune pale d’altare artisticamente importanti. La visita alla cattedrale è possibile anche scaricando l’app Città e Cattedrali. Da non perdere a Susa è il convento di San Francesco: internamente la chiesa presenta interessanti decorazioni ad affresco del XIV sec, ma la particolarità è la presenza di due chiostri. Il complesso è anche luogo di accoglienza e ottimo punto di partenza per conoscere il territorio della conca di Susa. La visita alla città non è completa senza il Museo Diocesano di Arta Sacra che raccoglie le testimonianze artistiche della devozione della comunità valsusina nel corso dei secoli, la padrona di casa è proprio la Madonna del Ponte proveniente di lontani Pirenei, e tra tessili di manifattura copta e bizantina, oreficerie, cassoni da viaggio e statuaria lignea, probabilmente è il Trittico del Rocciamelone uno degli oggetti che più raccontano la valenza del passaggio della Via Francigena in Valle di Susa. Una leggenda e la storia dell’alpinismo legano il trittico alle Fiandre, dove celebri erano i maestri che intagliavano il bronzo e che crearono un’opera artistica unica, al Roero terra di provenienza di Bonifacio Rotario ma che in Valle di Susa lungo la Via Francigena aveva interessi commerciali, e il Rocciamelone, vetta sacra sin dai tempi antichi considerata in epoca medioevale la più alta d’Europa. La montagna divenne protagonista della prima ascesa alpinistica della storia condotta proprio da Bonifacio nel 1358 portando questo altarolo portatile in vetta a 3538 metri s.l.m. per ottemperare ad un voto. Tuttavia la visita di Susa non può dirsi conclusa senza assaggiare alcune specialità dolci di antica tradizione come la celebre focaccia di Susa della panetteria Favro o il Pan della Marchesa della pasticceria Pietrini.