Susa l’antica “Porta delle Alpi”: 4 itinerari fra storia e gastronomia

4 itinerari per scoprire itinerari Susa

4 itinerari per scoprire itinerari Susa

Susa è la regina della Valle omonima, un gioiello alpino di inestimabile valore

Per le sue viuzze, per le sue strade, ovunque si vada, si respirano gli echi di un glorioso e millenario passato.

Un po’ di storia

Accanto alle vestigia celtiche e romane dell’antica Segusium, capitale del regno dei Cozii poi volontariamente sottomessa a Roma attraverso il patto fra re Cozio e Augusto, risiede il nucleo del potere dei Savoia in Piemonte. Nacque infatti a Susa Adelaide, figlia di Olderico Manfredi marchese di Torino.

Proprio grazie al matrimonio di Adelaide con Oddone di Savoia, figlio del capostipite Umberto Biancamano, la dinastia sabauda proveniente dall’omonima regione francese si insediò al di qua delle Alpi. Era l’anno 1045: il resto è Storia!

Sono innamorata di questo piccolo scrigno da dove si sente già l’odore della neve.

Non a caso, in passato Susa era chiamata la “Porta delle Alpi” per la vicinanza a due importantissimi valichi, quello del Moncenisio e quello del Monginevro, entrambi fondamentali transiti per eserciti, commercianti, re ed imperatori (e al giorno d’oggi, per i “gitanti della domenica” amanti dell’alta montagna!). Un luogo dalla magia irripetibile che vi lascerà addosso la voglia di tornarci più e più volte, per scoprire sempre nuove chiavi di lettura.

4 itinerari segusini da non perdere!

  • Le tracce romane dell’antica Segusium

Partendo dal monumentale Arco dedicato ad Augusto, uno dei quattro presenti in Italia insieme a quelli di Aosta, Fano e Rimini.

Fu edificato fra il 9 e l’8 a.c. lungo l’allora via Cozia per celebrare il patto stretto fra l’imperatore di Roma e Cozio, re della tribù di stirpe ligure che ai tempi dominava vasti territori alpini.

Nei pressi troviamo i resti dell’acquedotto romano, noto anche con il nome di Terme Graziane, e poco più in là l’Anfiteatro, riscoperto negli anni ’60 del XX secolo.

Susa conserva tracce ben conservate di porzioni di cinta muraria romana e di due porte, porta Savoia e Porta Piemonte, integrate in epoche successive nel tessuto cittadino.

  • Il Castello di Adelaide e i musei di Susa

Accennavo prima dell’importanza della figura di Adelaide, contessa di Susa e Torino, donna che suo malgrado – vista la prematura vedovanza – si trovò a gestire il potere e che lo seppe amministrare con determinazione e saggezza non comuni.

Proprio al suo nome è legato il Castello che sorge su un rilievo accanto all’Arco e all’acquedotto.

Costruito probabilmente al tempo dei Cozii, diventato poi con i romani sede del Palazzo del Praetorium, vide la nascita di Adelaide verso gli inizi dell’anno 1000.

Si può affermare che il Castello sia la prima vera e propria Residenza Reale sabauda mai esistita: qui infatti la contessa accolse il suo sposo, Oddone di Savoia, portandogli in dote il vasto territorio che si estendeva dal Moncenisio a Torino, e vi installò la sua corte.

Rimaneggiato nel corso dei secoli, il maniero ospitò personalità celebri, come San Francesco ed il Cardinale Richelieu, per poi essere trasformato in edificio scolastico durante l’occupazione napoleonica.

Attualmente le sue sale fanno da suggestiva cornice ad un Museo Civico, recentemente riaperto al pubblico. Consigliata la visita al Museo Diocesano d’Arte Sacra, adiacente alla bella chiesa barocca intitolata alla Madonna del Ponte.

Il Museo Diocesano racchiude in cinque sale preziosi reperti di oreficeria sacra, pittura e scultura, nonché antichi documenti medievali.

  • San Francesco e i luoghi di culto a Susa

A proposito del passaggio di San Francesco per Susa, avvenuto nel 1214, non si può non nominare il convento a lui dedicato.

Tradizione vuole che fu proprio il santo patrono d’Italia ad aver dato l’impulso per la fondazione dell’edificio ecclesiastico, donando una manica della propria tonaca a Beatrice di Savoia, consorte di Tommaso I; in cambio chiese alla nobildonna un terreno dove costruire un convento per i frati del suo ordine.

Verità o leggenda?

I documenti non lo dicono, ma effettivamente la manica c’è, ed è conservata come reliquia presso la Chiesa dei frati Minori Cappuccini ad Annecy, in Francia.

Un’altra chiesa simbolo di Susa è la Cattedrale di San Giusto, sede vescovile dell’omonima diocesi, situata nei pressi di Porta Savoia. Imponente edificio in stile romanico, con un campanile alto 51 metri che svetta sul centro storico della cittadina, il complesso risale al 1027, anno in cui Olderico Manfredi, padre di Adelaide, fondò qui un’abbazia benedettina. Nel 1772, ormai priva di funzioni monastiche, venne elevata a Cattedrale.

  • Susa ha alcune tappe golose obbligatorie

La focaccia dolce, nota come focaccia di Susa, è il prodotto tipico dell’enogastronomia della valle, consumato soprattutto durante le festività natalizie.

Genuina e dal gusto naturale come i dolci di una volta, la focaccia si trova sia in versione semplice che ripiena di cioccolata o di marmellata.

Dove gustarla?

In qualsiasi panetteria e pasticceria della cittadina. Due dolci indirizzi segusini per voi testati dalla (golosa) sottoscritta: il Panificio Favro in corso Stati Uniti 118 e la pasticceria Pietrini in piazza De Bartolomei 10, vera istituzione gastronomica della Valle, dove potrete assaggiare il Pan della Marchesa, dolce inventato in questa pasticceria nel 1958 ricoperto di nocciole, mandorle e zucchero.

Cari lettori, fatevene una ragione: è impossibile abitare (o venire) in Piemonte ed essere a dieta!

Un ringraziamento speciale per il guest post a Federica A. De Benedictis del blog Dire Fare Mole